Michele La Ginestra

Michele La Ginestra

Tragicomico ritrovo di ex bambini pentiti, ci porta a riflettere, in maniera brillante e disincantata, sul “come eravamo” e sul “come vorremmo essere”.

Uno spettacolo divertente, ironico e, perché no, anche un po’ poetico.

Siamo sicuri che sia l’infanzia quell’età spensierata di cui abbiamo letto a scuola? Pascoli, Carducci, “quant’è bella giovinezza” ci hanno fregato. Ci avevano promesso anni in cui non avremmo pensato ad altro che ai nostri giochi.

E poi invece, senza preavviso, si diventa adulti.

È il giorno del compleanno di Annibale, e la sorella decide con la mamma, di organizzargli una festa a sorpresa contro la volontà del festeggiato, arrivano gli amici e la festa diventa il pretesto per divertirsi tra uno sfottò e un “ti ricordi?”, ma all’improvviso qualcuno tocca il tasto delicatissimo, quello dei sentimenti personali.

Piano piano, tutti i personaggi, escono fuori allo scoperto, mostrandosi nelle loro insicurezze, senza paure; fino a quando uno di loro incomincia a prendere troppo sul serio questa festa psicanalitica e… boom! Il finale diventa col botto.