Certo, far rivivere gli dèi dell’Olimpo oggi, nel XXI secolo, quando alcuni insigni futurologi si azzardano a dire che l’uomo, grazie allo sviluppo della tecnologia e delle scienze, aspira lui stesso a diventare un dio, sembra piuttosto azzardato. 

Eppure…

Cosa ci insegnano queste divinità greche, questi miti di quella grande civiltà?

Non sono forse questi dèi niente altro che la trasposizione figurata di  quei valori che dovrebbero orientare gli uomini nella loro esperienza terrena? Le divinità greche poco assomigliano all’idea di Dio, così come si è poi consolidata nelle religioni monoteiste che seguirono. Questi dèi puniscono gli uomini se non osservano i loro voleri e gli oracoli , ma essenzialmente assomigliano più ad esseri umani litigiosi, con tutti i difetti che gli umani portano con sé; sono dèi legati alla Natura che gli antichi greci rispettavano e allo stesso tempo temevano. C’erano limiti che non potevano esser superati se non a prezzo di subire l’ira degli dèi.

Oggi queste paure non ci sono più, ma l’uomo-dio dovrebbe riflettere di più su certi limiti che non andrebbero superati.

E’ su questi limiti che la commedia riflette e questi dèi, legati ancora alla loro antica civiltà possono ancora dire qualcosa all’uomo moderno che naviga in un mondo virtuale che lo sradica da sé e dai suoi simili senza che se ne renda conto.