E pensare che eravamo comunisti - Foto di scena

E pensare che eravamo comunisti – Foto di scena

Un’esilarante commedia che narra le vicende di una famiglia storicamente comunista alle prese con la crisi degli ideali politici e sociali della sinistra che perdono terreno nei confronti delle nuove tendenze consumistico-liberiste delle nuove generazioni.

Giulia e Rinaldo si sono conosciuti negli anni settanta nel periodo delle lotte studentesche e delle manifestazioni di protesta contro il sistema.
Giulia, dopo vent’anni è ancora politicamente impegnata e divide la sua esistenza tra la famiglia, i figli e la sezione di Rifondazione, Rinaldo invece è passato da Democrazia Proletaria via via fino al Partito Democratico, lavora nel suo studio professionale e vede, con rammarico, raffreddarsi il suo rapporto con la moglie sempre più lontana e distaccata.

Nilde, la figlia ancora indecisa sul suo futuro, ha la passione per la pittura e riempie le pareti di casa di quadri multicolori che non riesce a vendere; Enrico, suo fratello, è fidanzato con la figlia di un avvocato di grido e guida macchine di grossa cilindrata.
In famiglia c’è anche Oba, il domestico di colore, ma laureato in filosofia, paziente e un po’ burlone e, infine a completare il quadretto familiare arriva anche la zia calabrese Maria con le sue piccanti specialità gastronomiche e le sue crisi matrimoniali.

Tra battute esilaranti che piaceranno ai simpatizzanti di ogni colore politico, una ‘nduja piccante e un po’ d’amore alla “Indovina chi viene a cena?” , Roberto D’Alessandro celebra, con evidente rammarico, il deteriorarsi di un universo, quello degli ideali, e ci racconta come in trent’anni è mutata profondamente la nostra società.

“E pensare che eravamo comunisti” è un’esilarante commedia che fa ridere, riflettere e commuovere!