L’era della sharing economy offre potenzialmente a tutti libero accesso a conoscenza e informazioni, segnando il passaggio da un sistema economico basato sul concetto di “proprietà” a uno di tipo “open source” che incoraggia gli individui a condividere emozioni e risorse, non solo economiche e non solo on-line.

Non è sicuramente una coincidenza se molti servizi “peer-to-peer” sono nati tra il 2008 e il 2010, subito dopo il crollo finanziario globale, come sottolineato da The Economist(1) “alcuni considerano il mantra della condivisione ’l’accesso vince sul possesso’, come un antidoto al materialismo e al consumismo dei nostri tempi”.

Fiore all’occhiello della moderna intelligenza collettiva è il crowdfunding, letteralmente “finanziamento dalla folla”, che in questi anni, ha conosciuto un crescente sviluppo e diffusione soprattutto in America e grazie al suo successo mediatico dovuto alla prima campagna elettorale presidenziale di Barack Obama, questa nuova forma di business sta finalmente esplodendo anche in Europa e in Italia. Nel 2012, sono stati raccolti oltre 300 milioni di Euro attraverso più di 200 piattaforme europee e recentemente Wired(2) ha pubblicato una lista di 22 piattaforme di crowdfunding attive in Italia.

Si tratta, dunque, di forme di finanziamento ‘dal basso’ che sfruttano il potenziale della viralità del web e dei social network organizzate tramite piattaforme on-line attraverso cui più persone contribuiscono con offerte, anche di pochi euro, a un’iniziativa di cui si fanno sostenitori. Nel settori legati alla creatività e all’innovazione, è stato spesso applicato come metodo per selezionare aziende e progetti start-up, mentre nel settore cultura, è stato inizialmente usato soprattutto da realtà indipendenti che lo hanno saputo sfruttare non solo per farsi conoscere ma anche per la prevendita dei biglietti dell’evento.

Negli ultimi tempi sono molte le istituzioni stabili che si sono avvicinate al crowdfunding: i casi celebri vanno dalla campagna Tous Mecenes del Louvre a quella per la ristrutturazione della Guglia della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano.

Anche il Teatro Martinitt di Milano – sala storica dedicata alle Commedie brillanti – si misura per la prima volta con il crowdfunding, con la campagna “Adotta una commedia” che ha come obiettivi non solo quello di finanziare la pubblicità degli spettacoli, ma soprattutto quello di far conoscere il progetto Commedie Teatrali Italiane nato per  assicurare lunga vita e maggiore diffusione alla cultura teatrale della Commedia Contemporanea.

L’iniziativa nasce dalla necessità di trovare finanziamenti per la pubblicità delle Commedie protagoniste della Stagione Teatrale 2013/2014: a causa di un inaspettato aumento dei costi degli spazi pubblicitari, la già elevata spesa per la pubblicità degli spettacoli grava ancora di più sulle nostre tasche. La comunicazione degli spettacoli teatrali in una grande città come Milano, per un teatro unico per le scelte artistiche e per la sua posizione geografica, è di fondamentale importanza.

Una grande sfida per il ‘piccolo’ Teatro Martinitt alla sua quarta stagione teatrale e per il progetto Commedie Teatrali Italiane, che proprio per perseguire il principale scopo di accrescere la visibilità delle Commedie contemporanee, ha scelto una raccolta fondi “reward-based and all-or-nothing che significa che chi effettua una donazione riceve ricompense materiali o esclusive (biglietti gratuiti, maglie e bag logate “Commedie Teatrali Italiane”, ingresso al backstage, cena con la compagnia), ma nel malaugurato caso in cui non venisse raggiunto il traguardo di 4.000 Euro, le promesse di donazioni dei sostenitori non sarebbero erogate e quindi raccolte.

Se anche voi ritenete che la Commedia sia a rischio estinzione, contribuite entro il 30 ottobre 2013 anche con 5 Euro alla campagna “Adotta una commedia” su www.eppela.coml’iniziativa di autofinanziamento creata dal Teatro Martinitt al fine di non gravare sulle compagnie con i costi aggiuntivi della campagna pubblicitaria. Partecipare al progetto – oltre al piacere di sostenere un genere teatrale e cinematografico caro alla storia e alla cultura italiane – ha i suoi (divertenti) vantaggi… leggete per credere!

Per maggiori info sul progetto del Teatro Martinitt “Adotta una commedia”

(1)The Economist, The rise of the sharing economy, 9 Marzo 2013

(2) Wired Italia, Tutte le piattaforme di crowdfunding italiane, 9 Aprile 2013

 

!?!
Elisa Abbadessa