Padania Libre - Foto di scena (2013)

Padania Libre – Foto di scena (2013)

Un’irresistibile commedia caustica e surreale, ambientata in una baita valtellinese invasa dalla nebbia, che esaspera quella radicata discriminazione fra nord e sud, facendoci ridere e riflettere sul nostro atavico pregiudizio nazionale, perché troppo spesso non vediamo le cose come sono, ma come siamo.

Due fari si accendono nella nebbia. Sono quelli dell’auto di Ginevra Casunziei che sta viaggiando verso Forcola, in provincia di Sondrio nella Valtellina, dove vive la sua famiglia. In auto al suo fianco c’è Giuseppe Fornasetti, detto Pepi, il suo verace fidanzato, un 35enne originario di Latina, brillante e sfacciato.

Si sono conosciuti a Roma poco più d’un anno prima nell’ambiente televisivo dove entrambi lavorano: lei con un ruolo in produzione, lui come presentatore comico.
Stanno andando a trovare i genitori di lei, in occasione del pensionamento del padre Egidio, burbero macellatore di animali da pelliccia, in casa anche Adelina la premurosa madre casalinga e il fratello Ottone introverso e disturbato dalla sindrome di Tourette.

È così che la famiglia padana ultrasecessionista Casunziei si riunisce al completo per trascorrere insieme il week end dei morti. La catastrofe comica è innescata.

Note di regia

Ora che le celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia sono definitivamente trascorse, ora che i richiami allo spirito nazionalistico e alla comunione d’intenti in tempo di crisi da parte del capo dello Stato sono stati assimilati, non è forse il caso di andare a testare quanto realmente gli Italiani si sentono vicini gli uni agli altri? Quanto si capiscono e tollerano reciprocamente? E perché non farlo spingendoci fino alle punte estreme della Padania, una regione che non esiste ma è quotidianamente al centro di una parte del dibattito politico e sociale, dove il verace protagonista di questa commedia si troverà a dover combattere per salvaguardare la propria dignità e il suo amore transregionale?

Padania Libre nasce come spontanea conclusione di una trilogia umoristica iniziata con The Prozac Family e proseguita conLa Giovine Italia, due commedie da me scritte e rappresentate rispettivamente nel 2007 e nel 2008 (Teatro De’ Servi – Teatro Parioli), che avevano al centro della trama la famiglia, convenzionale o informale, altoborghese o popolare.

La famiglia dunque come cellula primaria della nostra società, sacrosanto rifugio anticrisi, come palcoscenico universale dove la tragicommedia della vita quotidiana trova genuina rappresentazione e a cui ci accostiamo curiosi al fine di studiarvi, sotto vetro, l’umanità nelle sue incomprensioni.

La scelta di utilizzare una trama d’impianto classico, alla Indovina chi viene a cena?, dove un ospite inatteso, come un piccolo granello di sabbia che inceppa un meccanismo fino ad allora funzionale, viene ad inserirsi suo malgrado in una situazione ad alto tasso di esplosività, è stata presa per poter lavorare più incisivamente sulla caratterizzazione dei personaggi, sulle loro grottesche abitudini, sulle nuove fobie sociali, sulla stilizzazione di certo folclore tipico delle regioni montane ma che tanto hanno in comune con le tradizioni locali di qualunque regione italiana.

Padania Libre si propone dunque di dissacrare senza scadere, di divertire e alleggerire lo spettatore con una storia attuale, personaggi grotteschi, e sentimenti iperrealistici, mescolando culture contrastanti, svelandone miserie e splendori, al fine di abbattere la Bastiglia dei pregiudizi regionali che ancora impastano il nostro pensiero, instillando nel pubblico un chiaro messaggio di tolleranza, perché troppo spesso non vediamo le cose come sono, ma come siamo.