Papà al cubo - Foto

“Papà al cubo” – Foto in locandina (2012)

Di solito l’arrivo di un pargolo cambia radicalmente la vita di una mamma e un papà, di solito un bambino sconvolge drasticamente le giornate di una coppia, di solito… appunto una coppia… il problema è che mamme in questa pièce non ce ne sono, ma soltanto papà e non uno, ma ben tre!

“Papà al cubo” non è altro che l’esplorazione e l’evoluzione della specie umana: senza voler esagerare, in questa commedia si affronta, sempre in maniera leggera, la tematica della paternità e dell’amore per i figli. Ci sono tre ragazzi di 30 anni che giorno dopo giorno mettono in gioco i propri sentimenti, quasi tralasciando tutta la loro vita precedente dopo l’incontro con il piccolo Carletto.

“Papà al cubo” potrebbe sembrare un adattamento teatrale romano-napoletano del ben più noto film degli anni ’80 “Tre scapoli e un bebè”. Ma ovviamente non lo è!

Le loro vite hanno un sussulto, i tre iniziano a capire il senso della vita, iniziano finalmente a liberarsi del “Peter Pan” che c’è in ognuno, perdendo definitivamente la loro ombra, per ritrovarla fra le braccia di un bambino.

Lo spettacolo è un susseguirsi di comicità e semplicità, intervallato da momenti seriosi con un finale inaspettato.
Uno spettacolo da non perdere, che strizza l’occhio al nostro passato cinematografico-teatrale, aggiungendo quel pizzico di originalità che non guasta mai.