Prozac Family - Foto in locandina

The Prozac Family – Foto in locandina

The Prozac Family indaga, con originalità ed impertinenza, nella storia tragicomica della famiglia Temperini, sull’orlo di una crisi tanto esilarante quanto inevitabile.
Una famiglia borghese modello: Aurelio, Lucrezia e la loro figlia adolescente Margherita.Un universo chiuso e indistruttibile, grondante amore e reciproca comprensione ma sull’orlo di una crisi tanto esilarante quanto inevitabile… e condita dal Prozac! Sembravano felici, e lo sono stati, felici… almeno fino a quando il padre non ha deciso di iscriversi ad un corso di capoeiraIl perbenismo e l’ipocrisia borghese sono ironicamente sbeffeggiati in questa stravagante commedia sulla decadenza dell’occidente e della famiglia moderna.

Lucrezia, moglie casalinga trascurata alle prese con crisi di insicurezza personali. Margherita, la figlia adolescente, si confronta con le gioie ed i dolori del suo primo amore senza trovare all’interno della sua stessa famiglia un esempio valido di unione sentimentale. I genitori infatti stanno attraversando una crisi matrimoniale, scatenata dalla necessità di evasione dalla ripetizione abitudinaria che rende tutti i giorni uguali ai precedenti.

Ogni uomo vive in maniera diversa la propria crisi di mezza età ed Aurelio, unica figura maschile di questa famiglia, si lascia abbindolare da un poco convincente guru che insegna capoeira per arrotondare e che non manca di arricchire il suo personaggio di un’aura mistica e naturalista. Il misterioso guru, di nome Pachito affascina Aurelio mentre incontra la disapprovazione della moglie e della figlia.

In questo testo il giovanissimo Marco Costa analizza una volta ancora la tipica famiglia borghese ed in particolare la trasformazione ed adattamento ai tempi odierni che il nucleo familiare subisce. Non mancano infatti i riferimentii alle droghe, quelle dei figli e quelle dei genitori. Lo spaccato di vita familiare è molto realistico e, nonostante il cinismo, capace di forte comicità. I molteplici aspetti delle crisi interfamiliari vengono semplicemente offerti allo sguardo del pubblico, che riconosce situazioni ben note in molti dei quadretti e delle scenette che vedono i membri della famiglia Temperini come protagonisti.

Mentre i genitori regrediscono i figli crescono imparando da sé a discernere il bene dal male, cercando di evitare di commettere quegli errori che invece gli insicuri adulti continuano a compiere.

La consuetudine del nucleo familiare viene qui messa in discussione, così come tutte quelle verità rivelate dal piccolo schermo e dall’informazione superficiale e senza spirito critico. Con molta schiettezza e sano spirito critico, il linguaggio – decisamente informale – e la regia del giovanissimo Marco Costa offrono una dettagliata analisi della decomposizione del modello tradizionale della famiglia a cui siamo stati abituati. L’ironia anche un po’ cinica attraversa lo spettacolo come in un film dove si vedono scorrere scene di nevrosi quotidiana in cui ognuno può riconoscere qualcosa di se stesso o della propria vita.