Sergio Viglianese

Sergio Viglianese

Classe 1969 sono un comico romano, in realtà da ragazzo volevo essere un informatico, la scuola superiore mi piaceva molto, infatti anzichè per cinque anni l’ho frequentata per sette.

Le mie prime esperienze artistiche le ho fatte proprio in classe, complici i miei compagni, poi verso i 19 anni ho debuttato in un piccolo locale a Roma.
Ho iniziato a fare il cabarettista per fuggire dalla realtà familiare difficile, mia madre con me era nervosissima, mi svegliava alle cinque e mezza di mattina, gridandomi :”presto è tardissimo devi andare a scuola!!!”. “Ma mamma, è domenica!!”. “Non trovare scuse alzati!!!”.

Però c’era equilibrio… litigavano molto anche fra di loro, i miei genitori litigavano così tanto che io fino all’età di dieci anni credevo di chiamarmi “Tuo Figlio”.

Ho messo in scena i miei personaggi ed i miei monologhi per Zelig, Colorado, su RAI1, su RAI2 ed innumerevoli altre reti Sky e digitale terrestre, e di sicuro il personaggio più riuscito è Gasparetto il meccanico, così se mi va male con il cabaret, ho già una professione per le mani!

Ma in tv e dal vivo ne ho messi in scena tanti: un killer , un angelo custode sfaticato e per ultimo un pazzo che si credi il Re, oppure un Re totalmente pazzo, se ve li siete persi in TV potete vederli tutti su You Tube.

Per qualche tempo ho anche fatto l’animatore nei villaggi, ma per fortuna dopo pochi anni sono guarito.

Mi piace la comicità un po’ cervellotica, Giorgio Gaber e Woody Allen sono i miei eroi ma apprezzo molto anche Benigni e Montesano, dei quali non posso negare l’influenza.  Insomma anche artisticamente noi siamo ciò che mangiamo ed io fin da piccolo mi sono nutrito di comici. Mi piace la psicologia, il mio primo spettacolo s’intitolava: “Da Freud a Fede l’evoluzione del pensiero umano“.

Non mi piace coinvolgere il pubblico, ma preferisco farli partecipare, che differenza c’è? La stessa differenza che c’è in un tramezzino a base di uova e prosciutto, perchè in un tramezzino uova e prosciutto, la gallina partecipa, il maiale è coinvolto! Il mio motto? È inutile prendere la vita troppo sul serio, tanto non ne esce vivo nessuno!