Due mondi: un ufficio lussuoso e dei vecchi bagni pubblici.

L’ufficio è del dottor Parone, misterioso uomo d’affari con una figlia, nome d’arte “Coca”, che non sa fare assolutamente niente e sogna ora di presentare in televisione una trasmissione sui giovani, ora di scrivere un romanzo, ora di fare l’arredatrice di attici. L’attività del Dottor Parone è misteriosa: sappiamo solo che passa le giornate al telefono con ministri, industriali, servizi segreti, capi di stato stranieri e che corrompe a destra e a manca con valigette piene di miliardi. Per lui lavora una sorta di tuttofare psicopatico, Spugnetta, che all’occorrenza fa il Killer.

I bagni pubblici sono gestiti da una signora corpulenta, Terzilla, e da suo figlio Michele che, tra l’altro, scrive poesie. Uno dei loro clienti più affezionati è Ludmilla un travestito romantico che va regolarmente al bagno, con tanto di barchetta e paperella. Terzilla parla una lingua inintelligibile, che solo il figlio capisce. Entrambi adorano i bagni, in cui trova rifugio un’umanità varia, che percepiamo solo attraverso suoni e rumori. Terzilla ricama asciugamani, pulisce e mette decalcomanie sulla vasca, sognando dei bagni bellissimi in cui si possa mangiare, ballare e stare in compagnia, accogliendo tutte le persone sole. Michele, grande idealista, scrive le sue poesie e cerca di aggiustare e migliorare con le sue mani quello che può. Madre e figlio si disperano perché i bagni vanno in pezzi e non ci sono i soldi per ripararli.

Due mondi: quello del potere estremo e quello dell’innocenza estrema.

Due mondi destinati a non incontrarsi mai, se non fosse che il potente Dottor Parone diventa proprietario del palazzo di periferia nel cui seminterrato si trovano i bagni. Parone, con pochi soldi, si è liberato di tutti gli inquilini e ora vuole liberarsi dei gestori dei bagni. Ma questa volta i soldi non servono. Terzilla e Michele rifiutano qualunque somma: Quello è il loro mondo e non vogliono lasciarlo. Parone non ha tempo da perdere e, da vero squalo, decide di passare alle maniere “forti”. Comincia così roboante ed esilarante vicenda in cui tutti i tentativi di liberarsi dei bagni e dei loro gestori, tramite Spugnetta, vanno regolarmente in fumo, sempre per motivi accidentali. Tra una serie di bombe e una zuppa di funghi velenosi, nella totale inconsapevolezza delle due vittime, si succedono a ritmo serrato piani omicidi, sogni utopistici, malintesi, amori, deliri di grandezza e sprazzi di tenerezza fino al finale “esplosivo”, in cui l’ennesima bomba finalmente esplode disintegrando tutti nei bagni. Ma, come in una fiaba, ritroviamo di nuovo tutti insieme nei bagni dell’aldilà, quei bagni che Terzilla ha sempre sognato: con il mare vicino, fiori, alberi, fontane che chiocciolano, idromassaggio, cibi casalinghi, vecchie canzoni, feste danzanti e, non ultimo, gli angeli come clienti.